9 dicembre 2009

Tempo

Il titolo di questo post proprio non mi veniva.
Questa mattina ho preso un permesso dal lavoro per un controllo medico che rimandavo da tanto e per il quale ovviamente avevo preso appuntamento presto, prestissimo, la prima della mattinata, in modo tale da finire il prima possibile, risaltare in macchina, e correre al lavoro. E mentre mi recavo in macchina presso lo studio medico, imbottigliata nel traffico rumoroso del centro di una città che non è mai stata mia, mi sono resa conto di quanto stessi correndo. Non letteralmente, certo: a livello pratico non avrei potuto essere più ferma di così, immobile e idiota nella mia scatolina con le ruote, la radio a balla, la testa in ufficio e qualche solitario neurone a casa a stendere la lavatrice che mi ero scordata di stendere e a rifare il letto che non avevo rifatto, e il cuore pesante, all'ospedale, dal mio nonno accartocciato su un letto, capriccioso e col pannolone come un bambino troppo cresciuto.
E mi sono resa conto di aver bisogno di fermarmi un pò, e sono rimasta a casa tutta la mattina.
Ho svuotato i cassetti, buttato i medicinali vecchi, rifatto il letto, steso la famosa lavatrice, aperto tutte le finestre perchè la casa si riempisse di luce e di inverno.
E poi volevo fare qualciosa di bello, di creativo, qualcosa che mi piacesse, prima che arrivassero le 15, prima di risalire in macchina e tornare alla mia scrivania a correrecorrerecorrere, con la testa già focalizzata su quello che devo fare dopo, rendendo la mia vita una specie di infinito appuntamento dal dentista.
E così ho pensato di scrivere qualcosa qui, ma non sapevo cosa, e non sapevo bene nemmeno perchè; e quindi non pubblico niente, care bloggherine, tranne questo vomito di parole che forse, finite le lacrime, mi farà sentire un pò più leggera.

5 commenti:

zammù ha detto...

Ti mando un abbraccio!
prendersi cinque minuti per mettere a fuoco la propria tristezza non è far niente, è VITA (che poco ha a che fare con le spensierate pubblicità della Coca Cola...)

Giulia ha detto...

Concordo con Zammù. Tutti andiamo di corsa se non fisicamente con il cervello... e la corsa mette ansia... ti mando un abbraccio.

Ciao
Giulia

Vale ha detto...

Come ti capisco, hai descritto perfettamente una sensazione che provo spessissimo, però poi passa e si ricomincia a correre.... :-)

Arianna ha detto...

Non so se può esserti in qualche modo di consolazione, ma mi sono riconosciuta moltissimo nelle tue parole. Anch'io ultimamente mi ritrovo a fare di questi pensieri, però vengono subito scacciati dai mille altri che mi affollano la testa (lavoro, fidanzato, casa...)
Un abbraccio anche se non ci conosciamo
Ari

Sysca ha detto...

Certe vomitate di parole fanno semrpe bene!!!
E quanto ti capisco col correre....
Ora come va!?!? Spero meglio!!!
Un abbraccione!!!!